Report Indici Marzo 2026: lo shock energetico e i nuovi dazi ridisegnano i mercati
Il mese di marzo è stato difficile per i mercati azionari globali. L'indice MSCI World ha registrato un calo del 4% su base mensile e l'instabilità geopolitica in Medio Oriente, innescata dalla chiusura dello stretto di Hormuz, ha influito sul morale degli investitori. Questo report esamina l'impatto delle nuove politiche commerciali degli USA e dello shock energetico sui principali indici mondiali, quali S&P 500, DAX 40 e FTSE 100.
Deficit di offerta globale e il ruolo del Golfo Persico
Il principale fattore di volatilità del mercato è l'interruzione delle rotte nel Golfo Persico. La chiusura dello stretto di Hormuz ha ridotto l'offerta globale di greggio di circa 11 milioni di barili al giorno. Anche se le scorte globali possono coprire i deficit temporanei, un blocco prolungato potrebbe avere ripercussioni non solo sul petrolio, ma anche sul gas naturale liquefatto, sui distillati e sui fertilizzanti sintetici.
- Carenza di offerta: il mercato sta affrontando un enorme deficit che potrebbe arrivare a 19,5 milioni di barili al giorno, se ulteriori oleodotti in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti dovessero essere compromessi.
- Impatto sul GNL: Circa il 20% dell'offerta globale di GNL transita attraverso lo stretto. Il Qatar ha già dichiarato la "Forza Maggiore", costringendo gli acquirenti a un mercato spot molto ristretto.
Indici USA: incertezza politica e dazi pesano sui listini
Le borse statunitensi hanno subito un calo generalizzato questo mese. Gli investitori devono affrontare un'elevata incertezza politica. L'indice di incertezza politica è salito a 369 sotto l'amministrazione Trump rispetto ai 130 del periodo di presidenza di Biden.
- S&P 500: L'indice ha chiuso a 6.632, con un calo del 2,9% rispetto al mese scorso. Attualmente sta testando la sua media mobile a 200 giorni a quota 6.604. Nel frattempo, il VIX è salito al 27,2%.
- Nasdaq: Mostra una maggiore resilienza, chiudendo a -1,2% rispetto al mese scorso, a 24.381.
- Dow Jones: Ha subito un colpo molto più duro, con un crollo del 7,0% rispetto al mese scorso, chiudendo a 46.559.
Oltre al comparto energetico, i mercati USA affrontano l'incertezza fiscale derivante dai nuovi dazi lineari del 10% introdotti ai sensi della Sezione 122 del Trade Act.
Mercati europei: la divergenza tra FTSE 100 e DAX 40
L'impatto dello shock energetico sui mercati europei non è uniforme; anzi, la performance dei singoli listini dipende la diversa esposizione settoriale dei listini.
FTSE 100: Il cuscinetto di energia e difesa
Il FTSE 100 Index ha mostrato una notevole resilienza, limitando il calo all’1,4% (MoM). A sostenere il listino è l’elevata concentrazione di titoli energetici e della difesa:
- Energia: i due giganti energetici Shell e BP hanno registrato un aumento rispettivamente del 17,2% e del 15,9%.
- Difesa: BAE Systems è salita del 17,2%, beneficiando dell'aumento della spesa militare globale.
DAX 40: Vulnerabilità e shock dei prezzi Scenario opposto per il DAX 40 tedesco, crollato del 5,7% a quota 23.447. La forte dipendenza della Germania dalle importazioni di gas e petrolio rende l'indice estremamente sensibile agli shock dei prezzi. Nonostante la crescita degli utili per azione (EPS) del 6,7% su base annua, la crisi energetica minaccia ora di erodere i margini operativi delle aziende tedesche.
Cosa aspettarsi: il nuovo focus sul rischio di credito
Mentre la crescita degli utili rimane robusta (si stima un EPS forward dell'S&P 500 in aumento del 15,3%), il mercato inizia a preoccuparsi della tenuta del credito. L'indice BBB di Bank of America sta aumentando rapidamente: un segnale chiaro che, se il rischio di credito continuerà a salire, le valutazioni azionarie potrebbero subire un ulteriore aggiustamento al ribasso.
Nota di mercato: Il clima si fa teso. Gli ultimi dati del sondaggio AAII mostrano che il 14,5% netto dei rispondenti ha ora un'opinione ribassista (bearish) sull'azionario.
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Per ulteriori approfondimenti sui trend di mercato, scarica il nostro Index Monthly Report integrale (disponibile in inglese).
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